Maria Assunta
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“A scuola di inclusione”

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Un’esperienza a tutto tondo, iniziata nelle aule scolastiche a comprendere la natura, le sue dinamiche e le sue prospettive per passare al laboratorio di falegnameria a capire le destinazioni del legno fino ad arrivare alle escursioni nel bosco e poi al campo di tre giorni in tenda.

Un vero banco di prova per i giovanissimi del Por Calabria “A scuola di inclusione” che hanno avuto modo di capire il significato più alto della parola inclusione che non è tanto l’evitare di escludere l’altro, quanto preparare il terreno perché tutti possano avere le stesse opportunità.

Proprio come fa la natura che ci insegna l’equilibrio e l’armonia e quindi non c’è rivalità tra il piccolo fungo ed il grande pino perché essi non devono dimostrarsi nulla reciprocamente, devono solo, nel loro mutuo e naturale scambio, vivere, condurre la loro esistenza.

Proprio come fa il bosco che da spazio agli clan degli alberi, che li ospita, ma non preferisce il faggio al pino, non ama di più la felce e di meno la rosa canina, bensì, quotidianamente è teatro della loro comunicazione e della loro coesistenza.

Proprio come fanno i licheni, che vivono in simbiosi senza fare un passo in più o uno in meno semplicemente facendo strada, costruendo passi…

Allora si che l’inclusione si trasforma da parola a cui dare significanza a concetto al quale attribuire molteplici significati